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| Rumur Hang |
| Contemporary Music Artists |
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RUMUR HANG è un quartetto d'improvvisazione musicale. Il gruppo è nato a Milano nell'aprile del 2005. I quattro musicisti Batteria, Contrabbasso, Tastiere e Chitarra-Voce) provengono da ambienti differenti: dal jazz alla musica classica passando dal rock, dall'hip-hop e dalla musica orientale. Le influenze diverse creano anche la materia delle composizioni musicali. E' attraverso macro-strutture e concetti che vengono elaborati i pezzi. La musica che prende vita da questo tipo di lavoro può essere descritta come atmosferica e mette in scena degli universi definiti e le sensazioni che li circondano (l'acqua, l'aria, il meccanismo, il caos). Il nome di questo progetto, RUMUR HANG, è la trascrizione, sotto apparenti spoglie anglofone, di "RUMORE BIANCO" pronunciato in napoletano (rumur 'iang). Il rumore bianco, il "white noise" fisico, è quell'impercettibile onda sonora inevitabilmente prodotta da un amplificatore acceso che contiene tutte le frequenze udibili alla stessa intensità. La creatività, la curiosità e il bisogno di comunicare liberamente sono gli elementi che costituiscono il white noise, l'alchimia inafferrabile che dà vita a RUMUR HANG. www.rumurhang.com www.myspace.com/rumurhang Biografie Antonio Bonazzo - sintetizzatore Nato a Milano nel 1969, ha tenuto numerosi concerti - come solista e con orchestra - in Italia, Germania, Romania e Brasile. Attualmente si sta dedicando principalmente alla composizione e alla musica elettronica. Ha studiato con R. Dionisi, con P. Arc e con U. Rotondi. Ha scritto musiche per cortometraggi, per il teatro, per installazioni multimediali, per documentari e per filmati pubblicitari. Ha frequentato il corso di specializzazione in pianoforte Jazz con il Mº R. Sportiello presso i civici corsi di Jazz del Comune di Milano. Si sta altresì specializzando nella composizione di musiche per film e ha seguito le masterclasses di N. Piovani e L. Bacalov. Nel 2005 ha anche lavorato per lo IULM di Milano come collaboratore al corso di Psicologia dell'arte. Dal 2003 tiene corsi di pianoforte, effettistica, storia della musica e musica d'insieme presso il Centro Professione Musica (CPM) di Milano. Pierre-Marie Philippe - voce, chitarra Nato a Nancy (Francia) nel 1981, è chitarrista e cantante. La sua vita privata è caratterizzata dall'essere sempre in continuo viaggio attraverso l'Europa. Appassionato di jazz e blues, è sorprendente l'estrema libertà nell'esplorazione del linguaggio musicale che conduce Pierre nell'utilizzo di svariati materiali e strumenti potenzialmente sonori. L'immediatezza e la creatività dirompente costituiscono sicuramente il principale elemento apportato al progetto Rumur Hang. Nel 2001 a Canterbury, sviluppa una collaborazione con il batterista Floris Erbuer basata sull' improvvisazione musicale con il gruppo "ALLIES Y" in cui Pierre inizia a suonare anche il Derbuka e a cantare rap. Dal 2004 si trasferisce a Milano per studiare alla Scuola Civica di Jazz con il M° Cecchetto conseguendo ottimi risultati. Alessandro Cassani - contrabbasso, basso elettrico Nato nel '78, studia chitarra classica, basso elettrico e contrabbasso. Roberto Da Barp, Antonio Frigè, Dino D'autorio, Maria Orlandi, Ausonio Calò, Mino Fabiano, Lucio Terzano, Paolo Peruffo, Maurizio Franco, Dennis Irwin sono stati e sono ancora i suoi insegnanti. L.I.U.C., Centro Professione Musica, Seregno In Musica, Music Time sono le scuole in cui ha collaborato e in cui ha insegnato. Ausonio Calò, Franco Lauria, Giulio Brouzet, Giuseppe Roccazzella, Filippo Monico, sono alcune delle persone con cui suona attualmente. La ricerca per mezzo nell'improvvisazione di una dimensione sonora più autentica e personale è l'attuale scopo dei suoi sforzi in ambito musicale, conscio del valore terapeutico oltre che artistico che possiede questo approccio in una dimensione ormai percepita "satura" dal punto di vista delle possibilità creative. Antonio Fusco - batteria, percussioni Batterista e percussionista è caratterizzato da un'estrema versatilit dettata da una insaziabile curiosit musicale nonché da una abilità e padronanza tale del suo strumento che a soli 26 anni ha già collaborato con numerosi professionisti di fama internazionale. A 16 anni inizia a studiare con il maestro Walter Calloni presso il C.P.M. conseguendo il diploma con il massimo dei voti. Dal 1999 inizia a suonare nei club ed in jam session con alcuni musicisti tra i più rappresentativi nel panorama jazzistico italiano; di notevole importanza le esibizioni con il maestro Tullio De Piscopo. La versatilità e l'estrema bravura di Antonio, lo porta a collaborare nel 1999 con uno dei maggiori rappresentanti della musica Senegalese: il percussionista e cantante Doudou N'djaie M'Bengue. Nel 2003 ha suonato con artisti quali: Gigi Cifarelli , Aida Cooper , Papa Winnie , Marco Mangelli, Flavio Scopaz (E. Ramazzotti), Charles Flores (M. Camilo), Dario Deidda , Gendrixon Mena (G. Rubalcaba), Massimo Ciaccio (Edoardo Bennato), Guido Blok, Maurizio Lauroja, Patrick Djivas (PFM). Nella primavera del 2004 partecipa alle audizioni tenute dal Berklee College of Music, a Parigi, ottenendo la borsa di studi massima per frequentare il prestigioso College di Boston. |
| Appuntamento |
| Appuntamenti |
Sabato 7 Luglio 2007 concerto nel centro storico di Cascina (PI) per la 6a edizione del Malastrana Festival 8-13 Novembre 2007 A novembre tournée in Tunisia per l'apertura del festival del cinema europeo: 8 Tunisi, 10 Kairouan, 12 Sfax. I concerti saranno in collaborazione con i ballerini del centro Ness El Fen di Tunisi. 12 agosto 2008 Strade del Cinema 2008 - Aosta Teatro Romano Finalisti Concorso Giovani Musicisti Europei |
| Programma |
| GERARDMER |
Antonio Bonazzo, sintetizzatore, santoor Pierre-Marie Philippe, chitarra e voce Alessandro Cassani, contrabbasso Antonio Fusco, percussioni Brani la cui struttura formale e' ispirata a quella di alcune forme compositive della musica classica, ma la cui musica e' interamente improvvisata. |
| Recensione |
| Gerardmer |
Ottimo progetto questo Ep dei Rumur Hang dal titolo “Gerardmer”, in soli quattro pezzi si evince un magnifico modo di creare e suonare uno stile musicale come l’Ambient Jazz. Oltre alla qualità delle composizioni è da sottolineare l’eccellente resa sonora dell’Ep. “Chaos” è la prima traccia: pezzo in bilico fra jazz, avanguardia e musica elettronica. “Gerardmer” invece spazia dal fascinoso jazz quasi ortodosso all’intercedere di un sintetizzatore nervoso ed inquieto, ovviamente sempre in un’ottica estremamente moderna e contemporanea. L’atmosfera di tutti e quattro i pezzi sembra condurre l’ascoltatore in un contesto immaginario notturno e misterioso, attraverso sottili trame elettro-acustiche. Sicuramente è difficile diventare “grandi” nell’ambito musicale: ma per loro questo non sarà un problema. 3 settembre 2007 di Alba Cosentino www.Gufetto.it |
| Recensione |
| Recensione di Gerardmer di Luca Labrini per Jazzitalia |
Visita la pagina di Jazz Italia La voglia di esplorare nuovi territori sonori andando alla ricerca della trasversalità tra più generi, meglio se distanti tra loro, è una moda che soprattutto negli ultimi anni ha trovato un ampio consenso e un fiorire di un gran numero di progetti più o meno riusciti. Quello del Rumur Hang nasce nel marzo del 2005 dall'incontro di quattro musicisti le cui esperienze musicali, assolutamente eterogenee tra loro, sono accomunate dall'esplorazione di un unico linguaggio: il jazz e l'improvvisazione. Un ampio utilizzo di strumenti e suoni legati più alla musica elettronica che al jazz tradizionale mette subito in luce il carattere d'avanguardia dell'ensemble italo francese, composto da Antonio Bonazzo al synth, Pierre-Marie Philippe alla chitarra, Alessandro Cassani al basso e Antonio Fusco alle percussioni. Gerardmer è la loro ultima fatica, uscita nell'aprile di quest'anno per l'etichetta francese Edogm, registrata nella località che dà il nome all'album, nei primi mesi del 2007. Etichettare la musica dei quattro, che tra i diversi riferimenti musicali citano Ornette Coleman e Eric Dolphy ma anche Aphex Twin e Luciano Berio, non è affatto semplice e appare anche riduttivo, anche se si fatica a trovare accostamenti con i pionieri del free jazz se non per la concezione della libera improvvisazione. Già Chaos, il primo dei quattro lunghi brani che compongono l'album, non lascia spazio a fraintendimenti e introduce bene quello che sarà il filo conduttore di tutto l'album: un tappeto corposo di basso elettrico e batteria e grande spazio a sintetizzatori, chitarra elettrica e suoni che richiamano alla fusion psichedelica anni '70. La traccia seguente, Gerardmer, sembra un omaggio al Miles Davis di In A Silent Way mentre non colpiscono particolarmente i due brani che concludono l'album, in cui il mescolarsi di suoni ed effetti non risultano essere sempre efficaci. Quel che rimane in definitiva è un lavoro sicuramente particolare e originale dove i quattro riescono a ricreare atmosfere singolari e ricercate dimostrando coraggio e inventiva. |
| Foto |
| Rumur Hang |
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| Rumur Hang |
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